Skip to content

Colloquio di gruppo: la doppia sfida

Colloquio di Gruppo: Come affrontarlo

Anche se facciamo del nostro meglio per prepararci nel modo più adeguato ad affrontare una job interview, i dubbi e le preoccupazioni che ci assalgono sono una costante che fanno parte di tutto il processo. Come se non bastasse, ci potrebbe essere la possibilità di imbattersi in un colloquio che vede coinvolti più candidati e più membri del team di selezione. A questo punto, la sfida che ci viene offerta è quella di riuscire a far colpo sugli esaminatori e, allo stesso tempo, di sbaragliare la concorrenza.

Attenzione però, tutto ciò deve essere fatto senza sembrare troppo competitivi o sottomessi agli altri. Ma è possibile riuscire a superare un’impresa del genere? Continuando a leggere scoprirai tutti i consigli per affrontare e superare un’intervista di gruppo.

Che cosa è una group interview?

Il colloquio di gruppo: alcuni esempi pratici

Quando si parla di colloquio di gruppo ci si riferisce a un incontro che coinvolge più partecipanti. Di base, è possibile imbattersi in tre tipologie di group interview:

  • In inglese chiamata panel interview, questo modello vede partecipare più intervistatori e un solo candidato. Di solito, il comitato che conduce l’intervista è composto da un rappresentante del dipartimento delle risorse umane, il recruiter e possibilmente un impiegato.
  • Al contrario, un altro esempio di gruppo è quello formato da un solo intervistatore, di solito il manager del recruitment team, e un numero di persone che vanno da due a cinque.
  • Come terza e più comune opzione c’è quella che raggruppa le due tipologie precedenti, e cioè un comitato di selezionatori pronto a esaminare un gruppo di aspiranti.

Perché vengono esaminati più candidati contemporaneamente?

Nonostante esistono varie forme di colloquio di gruppo, quella più comunemente usata dalle aziende è la tipologia che vede partecipare una team di intervistatori e vari candidati.

Sono molte le ragioni che spingono una compagnia a voler utilizzare questo strumento di valutazione nel processo di selezione:

  • In primo luogo, ciò si rivela essere una efficace soluzione per risparmiare del tempo, soprattutto se la ditta ha ricevuto un considerevole numero di domande per una sola posizione.
  • Un’altra ragione risiede nel fatto che così facendo il recruiter ha la possibilità di raccogliere più pareri e confrontare le sue opinioni con altri membri dello staff.
  • Un motivo fondamentale per condurre delle interviste di gruppo è quello di poter determinare quale candidato ha una migliore predisposizione per il lavoro di squadra. Inoltre, da qui vengono evidenziate anche quelle qualità che faranno capire se l’intervistato è il giusto match per la posizione e se la sua attitudine lavorativa rispecchia la politica aziendale.
  • Molti ruoli coinvolgono un alto livello di tensione emotiva e fisica, e devono essere svolti sotto pressione in un ambiente frenetico. Questa tipologia di colloquio aiuta a stabilire chiaramente, sin dal principio, se le performance di un candidato potrebbero essere intaccate dal fattore stress.

Che cosa si cerca in un aspirante?

Quando in un colloquio di lavoro sono presenti più candidati, le domande che vengono poste seguono una dinamica differente. Non solo verranno rivolti quesiti individuali, ma si dovrà rispondere anche a interrogativi posti all’intero gruppo. Inoltre, si potrebbe avere anche la possibilità di partecipare a degli esercizi che simulano delle tipiche problematiche che si possono incontrare sul lavoro.

Durante tali prove i candidati dovranno collaborare insieme, come un vero team, per tentare di fronteggiare la situazione nel miglior modo possibile.

Questo darà agli esaminatori la possibilità di valutare come operiamo all’interno di una squadra. Inoltre, verranno scrutinate le nostre capacità da leader.

Migliori esempi di domande e risposte

Domande Più Frequenti nel Colloquio di Lavoro

Nonostante la group interview potrebbe spaventare un pó, prepararsi ad affrontarla al meglio e magari superarla, potrebbe abbassare di molto il livello di ansia e stress. A tale proposito, abbiamo raccolto le 5 domande più comuni che possono essere chieste, e le abbiamo completate con le risposte che i recruiter desiderano sentire:

Ti piace essere parte di un team?

Non può mancare una domanda che riguarda il teamwork, dunque, se non siamo abituati a lavorare in gruppo è meglio che iniziamo a considerare l’idea. Al giorno d’oggi, è cruciale saper collaborare con i colleghi, e questa è una condizione vincolante in molte posizioni.

Tra le tante cose, il recruiter vuole sapere se abbiamo il giusto carattere per poter andare d’accordo con le differenti personalità che si possono trovare in un ufficio. Inoltre, desidera sapere in che modo apportiamo il nostro contributo e come affrontiamo le difficoltà legate al lavoro di gruppo.

Come rispondere: sicuramente si potrebbe iniziare nell’affermare che amiamo essere parte di un team e che riusciamo a stabilire un buon rapporto amicale con tutti i colleghi. Qui, un’ottima idea sarebbe quella di riportare qualche esempio recente per sostenere la nostra tesi.

Non dimentichiamo di menzionare che siamo delle persone molto efficienti nella comunicazione e che siamo degli ottimi ascoltatori, requisiti indispensabili per favorire le relazioni tra i membri di uno stesso gruppo. Si potrebbe concludere dicendo che collaborare con gli altri ci ha permesso di migliorare molto e ci ha insegnato quali sono le nostre qualità nascoste.

Preferisci lavorare da solo o in gruppo?

Nonostante la domanda viene posta in modo da dover scegliere un solo metodo lavorativo, nessuna delle due opzioni andrà a soddisfare completamente il nostro interlocutore. Sappiamo molto bene che sia l’attuale società che l’azienda per la quale abbiamo espresso interesse preferiscono le persone che possono fronteggiare qualunque tipo di situazione, sia a livello individuale che come parte di un team.

Dunque, con tale interrogativo il recruiter vuole sapere che tipo di inclinazione lavorativa abbiamo e come preferiamo operare.

Come rispondere: la scelta migliore che si possa fare in questo caso è quella di affermare di amare entrambe le tipologie, facendo attenzione a non mostrare una particolare propensione per nessuna delle due. Idealmente, si dovrebbe spiegare che ci troviamo a nostro agio sia a lavorare da soli che come parte di un team, perché riusciamo ad esprimere il meglio di noi in tutti i casi.

Più specificatamente, continuiamo dicendo che differenti situazioni lavorative richiedono determinati approcci per essere gestite. Secondo la nostra esperienza personale, molti progetti richiedono una combinazione di diverse metodologie.

Come riesci a motivare il tuo team o i tuoi colleghi?

Molti esaminatori sono interessati alle nostri doti manageriali e alle skill interpersonali che possediamo. Un dipendente che riesce a stimolare e ispirare lavorativamente i suoi colleghi è una grande fonte di produttività che l’azienda, di certo, non vuole lasciarsi sfuggire. Ovviamente, prima di formulare una risposta bisogna valutare con attenzione la posizione per la quale stiamo sostenendo l’intervista e in che tipo di ambiente andremo a operare.

Come rispondere: nel dare una risposta si consiglia di non essere troppo generici. Bisogna affermare di essere consapevoli del fatto che un approccio motivazionale deve essere indirizzato adeguatamente, in base al tipo di persona che abbiamo di fronte. Nonostante le differenze caratteriali, però, ci sono dei fattori comuni che aiutano a incentivare la produttività di un team. Tra questi troviamo:

  • Riconoscere e apprezzare i successi. Identificare le performance lavorative degli altri ha un effetto positivo sull’ufficio. Un clima di fiducia e ammirazione è il miglior alleato per stimolare i colleghi a dare sempre di più.
  • Dare costanti feedback. Invece di opprimere un lavoratore e farlo sentire inadeguato perché le sue performance non raggiungono gli standard, bisogna incoraggiarlo costantemente con regolari aggiornamenti, i quali potrebbe farlo sentire più sicuro di se.
  • Stabilire degli obiettivi da raggiungere. Coinvolgere i membri dello staff e farli sentire parte di un processo in costante evoluzione li può caricare emotivamente, fino a fargli raggiungere il massimo delle loro potenzialità.

Cosa ti aspetti da un manager

Durante una group interview il nostro interlocutore vuole esplorate tutte le aree che coinvolgono i differenti aspetti della nostra personalità. Tra i principali troviamo: operare in gruppo, assumere leadership o lavorare sotto diretta guida di un manager. Con questa domanda si vuole sapere che tipo di stile vorremmo che il nostro boss adottasse con noi. Inutile dirlo, sono pochi gli interrogativi che possono mettere così tanto in difficoltà. Come sempre, bisogna tentare di rispondere in modo soddisfacente, senza però entrare troppo nei particolari.

Come rispondere: certamente non andremo ad esprimere sentimenti negativi nei confronti del nostro ex datore di lavoro. Invece di elencare una serie di aggettivi che un buon manager dovrebbe possedere, possiamo provare a spiegare quali sono le tecniche che funzionano con noi.

Per iniziare, potremmo dire che noi ci sentiamo a nostro agio quando il nostro capo prova a stabilire una connessione personale, basata sulla comunicazione. Su queste fondamenta sarà poi più semplice poter avere uno scambio di informazioni che sono finalizzate alla crescita dell’azienda. Sempre per il bene della ditta, gli impiegati tendono ad essere più produttivi se si sentono sicuri del lavoro che stanno svolgendo, e questo accade se il leader dimostra di avere fiducia in loro.

Quali critiche ti vengono rivolte più spesso?

Il recruiter desidera sapere tutto di noi, anche come reagiamo quando veniamo criticati. Inoltre, con questo interrogativo vuole anche capire che percezione abbiamo di noi stessi. Ma come poter rispondere in modo da non apparire come delle persone che vengono costantemente criticate a lavoro?

Qualcosa si dovrà pur dire, visto che, in caso contrario, si potrebbe rischiare di apparire come delle persone che pensano di essere perfette. Una tattica da seguire sarebbe quella di menzionare dei nostri lati negativi che non sono necessariamente correlati alla posizione che vogliamo andare a ricoprire.

Come rispondere: prima di tutto stabiliamo che le critiche che riceviamo non sono continue e che, in ogni caso, stiamo lavorando per migliorare noi stessi e per crescere professionalmente. Fornire degli esempi concreti per spiegare meglio a cosa ci stiamo riferendo aiuterà molto il recruiter a farsi un’idea più chiara di noi.

Se veniamo rimproverati per essere troppo rigidi con gli altri, possiamo spiegare che ci stiamo impegnando nel dare feedback più ponderati e costruttivi. Se, invece, il nostro team ha notato che abbiamo una difficoltà nel parlare in pubblico, possiamo dire che stiamo affrontando il problema frequentando dei corsi appositi per superare questa barriera. In ogni caso, mostriamoci pronti ad affrontare qualsiasi ostacolo.

Migliori consigli da seguire

Come affrontare una selezione. I test, il colloquio, le prove di gruppo

Sostenere un colloquio di gruppo è una situazione complessa e delicata da dover gestire. Si dovrebbe tentare di farsi notare dal selezionatore facendo una buona impressione. Non solo, allo stesso tempo, si deve cercare di rispettare gli spazi altrui senza scavalcare nessuno e senza essere lasciati da parte. Ma come poter raggiungere tale risultato? Ecco alcuni suggerimenti che possono aiutare a superare questa difficile intervista:

  • Essere preparati. Per affrontare una qualsiasi situazione bisogna sempre prepararsi. In questo caso, prendersi del tempo per raccogliere delle informazioni sulla compagnia e per studiare le domande che potrebbero essere chieste.
  • Essere pazienti e rispettosi. Certamente desideriamo essere notati durante l’interview ma, allo stesso modo, non vogliamo dominarla. Dunque, bisogna trovare il momento giusto per parlare, senza interrompere gli altri o apparire troppo impazienti e competitivi.
  • Saper ascoltare. Una qualità importantissima da possedere che spesso viene messa in secondo piano. Per dimostrare che sappiamo ascoltare, cerchiamo di ricordare i nomi degli altri candidati e dell’esaminatore, e tentiamo di menzionare ciò che è stato detto in precedenza quando arriva il nostro turno per parlare.
  • Essere un leader. Durante un esercizio di simulazione, prendere in mano la situazione non significa necessariamente dominare gli altri, ma preoccuparsi che tutti hanno uno specifico compito da svolgere.
  • Essere se stessi. Non si può cercare di essere qualcun altro, bisogna sempre rimanere fedeli a se stessi. Se siamo delle persone timide non dobbiamo dimostrare il contrario. L’importante è ascoltare con attenzione e rispondere alle domande più importanti con interesse e giudizio.

Abbiamo formulato tali consigli specificatamente per poter superare un’intervista di gruppo, ma questi possono essere seguiti durante un qualsiasi tipo di colloquio. Ricordiamo che i principali sono: colloquio conoscitivo, motivazionale, in inglese e telefonico.

5 (100%) 2 votes