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Colloquio di lavoro: come farsi assumere

Colloquio di lavoro: domande, risposte, consigli

Quando si è alla ricerca di un’occupazione, è difficile determinare quale è il momento più impegnativo che si deve affrontare. Dalla creazione del curriculum vitae alla caccia per l’annuncio ideale, tutto il processo sembra un interminabile sforzo che mira a succhiare tutte le nostre energie.

Le soddisfazioni, però, non tardano ad arrivare, e quando ci viene offerto il primo colloquio di lavoro, nel profondo sappiamo che siamo a un passo dall’ottenere la posizione dei nostri sogni. Dunque, dopo tutto quello che abbiamo vissuto prima di ricevere una risposta positiva, sarebbe da ingenui sottovalutare l’importanza di tale incontro e non  prepararsi adeguatamente.

Di seguito potrai scoprire tutto ciò che bisogna sapere prima di presentarsi a una job interview.

Come si struttura un colloquio di selezione

Lavoro, i dieci errori da non fare durante il colloquio

Il sistema migliore per ridurre l’ansia da prestazione è quello di informarsi nel miglior modo possibile su cosa ci si deve aspettare durante un’intervista di lavoro. Molto importante è sapere come questa sarà strutturata, per poter affrontare in una maniera adeguata l’incontro che, molto probabilmente, sarà determinante per la nostra assunzione. In generale, l’esaminatore seguirà il seguente ordine di cose:

  • Introduzione. Inevitabili sono le presentazioni. In questa prima parte ci verrà chiesto di parlare un pò di noi, un metodo semplice ed efficace per rompere il ghiaccio e per farci conoscere meglio. Si consiglia di prepararsi con molta attenzione e sfruttare al massimo questa possibilità, mettendo in evidenza le qualità rilevanti per la data posizione.
  • Intervista. Un colloquio di lavoro altro non è che un’intervista. Il recruiter vorrà sapere quante più cose possibili su di noi e ci farà delle domande mirate per capire se siamo noi i candidati ideali ai quali offrire il posto nella compagnia. Questa fase cruciale andrà a determinare il nostro futuro nell’azienda.
  • Chiarimenti. Nel vortice emotivo dell’interview è possibile che alcuni punti riguardanti la posizione non ci sono ben chiari oppure, più semplicemente, desideriamo avere maggiori spiegazioni o informazioni. Questo è il momento dedicato a chiarire qualsiasi dubbio che abbiamo, ricordiamo solo di fare delle domande pertinenti.
  • Conclusione. Al termine del colloquio non ci verrà detto se abbiamo avuto successo oppure no. Però, la prassi vuole che prima dei saluti e dei ringraziamenti vengano confermati i nostri dati e i nostri contatti, dunque, si consiglia di prestare molta attenzione a quest’ultima fase.

Le domande più frequenti durante un’intervista di lavoro

domande frequenti colloquio

Dipendentemente dal tipo di colloquio che stiamo sostenendo e dalla posizione per la quale ci stiamo candidando, le domande che possono essere fatte possono variare di molto. Inoltre, c’è da tenere in considerazione che ogni selezionatore desidera svolgere tali incontri un pò a modo proprio, seguendo anche uno stile che rispecchia l’azienda.

Nonostante ciò, tutti tendono a proporre delle domande standard, le quali metteranno in evidenza degli aspetti salienti della nostra carriera accademica e professionale, e della nostra personalità, per poter valutare meglio la nostra candidatura. Ecco a voi le 5 domande che vengono fatte con maggiore frequenza.

Parlami di te

Inevitabile quesito presente in tutti i colloqui, l’invito a parlare un pò di noi è un modo informale per iniziare una job interview. Ovviamente, il recruiter è interessato alla nostra vita professionale e non personale. Quello che vuole sapere è qualcosa di interessante sul nostro percorso accademico e lavorativo, per potersi fare una prima impressione di noi come candidati.

Come rispondere: Si può iniziare facendo una panoramica generale sul nostro percorso di formazione che comprende gli studi e la nostra vita professionale. Facendo luce sulle esperienze lavorative, si può far leva sulle qualità che possono essere trasferite e adattate a una nuova posizione.

È molto facile lasciarsi trasportare dalle parole, però, cerchiamo di non dimenticare mai che l’obiettivo principale è quello di mostrarsi interessati alla posizione. Dunque, mai perdere di vista l’obiettivo.

Perché pensi di essere il candidato ideale per questa posizione?

Potrebbe sembrare una domanda banale, ma il selezionatore, sicuramente, si troverà a dover intervistare un numero considerevole di aspiranti, tutti ben qualificati e desiderosi di accaparrarsi la posizione. Ciò che deve essere chiaro dalla risposta è il nostro genuino interesse nell’azienda e nel ruolo che speriamo di poter ricoprire.

Come rispondere: Questa è un’ottima opportunità per mostrare le nostre conoscenze della compagnia. Possiamo iniziare spiegando che il nostro interesse parte proprio dal desiderio di voler lavorare per quel tipo di ditta, e possiamo poi menzionare alcuni aspetti che ci piacciono particolarmente.

Da qui, si può procedere nel delineare i punti di maggior rilievo della nostra carriera, facendo luce sugli aspetti che interessano la data posizione.

Quali sono le tue debolezze e i tuoi punti di forza?

Più che metterci in difficoltà, l’esaminatore vuole invece sapere che opinione abbiamo di noi stessi, se siamo autoconsapevoli e se siamo coscienti dei nostri limiti e lacune. Il nostro spirito di autocritica si rivelerà un punto di forza veramente apprezzato. Il segreto per fornire una risposta soddisfacente è quello di analizzare un lato negativo e farlo apparire come positivo.

Come rispondere: A nessuno piace parlare dei propri difetti, eppure, durante un colloquio questo è uno degli argomenti che bisogna trattare. Non sempre una debolezza che abbiamo a livello personale deve avere necessariamente un impatto negativo sul nuovo ruolo.

Per esempio, il fatto di essere delle persone precise e puntigliose potrebbe rivelarsi una risorsa per l’azienda. In ogni caso, l’importante è dimostrare che ci stiamo impegnando per migliorarci.

Per quanto riguarda i nostri pregi, invece, cerchiamo sempre di menzionare qualcosa che può essere utile all’interno del nuovo ambiente di lavoro come, per esempio, il fatto di essere degli ottimi team player.

Come ti vedi tra 5 anni?

Lo scopo di questa domanda è quello di sapere quali sono le prospettive che abbiamo per il nostro futuro. All’apparenza innocuo, questo interrogativo nasconde due obiettivi principali: quello di verificare se siamo delle persone intraprendenti, disposti a imparare e mettersi alla prova, e quello di constatare se siamo realmente intenzionati a fare carriera nell’azienda.

Per colpire nel segno, si consiglia di mostrarsi volenterosi e dinamici e, soprattutto, interessati nella crescita della ditta.

Come rispondere: Innanzitutto bisogna focalizzarsi puramente sull’aspetto professionale, tralasciando dettagli personali che coinvolgono la famiglia o, ancora peggio, problemi di vario tipo. È importante far capire che desideriamo crescere professionalmente e che nel futuro ci piacerebbe poter ricoprire un ruolo con maggiori responsabilità.

Il tutto, però, sempre rimanendo realisti e considerando le effettive possibilità di crescita all’interno della compagnia. Infatti, bisogna cercare di fare degli esempi concreti ed evitare di rimanere troppo sul generale, ciò potrebbe dare l’impressione che il nostro interesse non è puramente legato a quella specifica azienda.

Hai delle domande da fare?

Di solito, con questo ultimo interrogativo si conclude l’intervista. Anche se siamo lieti di aver portato a termine una delle chiacchierate più impegnative mai fatte, cerchiamo di rimanere focalizzati e di non sottovalutare l’importanza dell’opportunità che ci viene concessa. Infatti, non è ammesso non avere domande da fare, questo potrebbe essere frainteso come poco interesse da parte nostra e scarso impegno nel conoscere maggiori informazioni che riguardano la società.

Come rispondere: Sono molte le domande che un esaminatore si aspetta da un candidato. La lunga lista comprende i seguenti argomenti:

  • Lavoro. Avere qualche curiosità sul ruolo che potenzialmente si andrà a ricoprire è più che normale. Si potrebbe chiedere quali sono, esattamente, i compiti che andremo a svolgere, come possiamo eseguirli nel miglior modo possibile e quali sono le difficoltà che incontreremo.
  • Azienda. Il recruiter ha a cuore il futuro dell’azienda e il candidato deve dimostrare che questa è anche la sua priorità. Le nostre domande devono mirare a ottenere informazioni utili, come, ad esempio: quali sono i punti di forza che la compagnia possiede rispetto alla concorrenza, quale è la cultura aziendale e quali sono i futuri progetti.
  • Ambiente lavorativo. Siccome andremo a trascorrere gran parte del nostro tempo in un ambiente a noi ancora sconosciuto, è naturale voler sapere qualcosa di più sul tipo di atmosfera che vige in ufficio. Magari vogliamo sapere qualcosa sui nostri colleghi o sul nostro superiore.

Differenti tipi di interview

Come presentarsi ai colloqui di lavoro

Esistono differenti tipi di colloquio usati dalle ditte per selezionare il personale, e tutti hanno un unico obiettivo, quello di trovare il perfetto candidato da accogliere nella famiglia aziendale. Anche se non sappiamo esattamente quale genere di job interview andremo a sostenere, l’importante è prepararsi sempre al meglio, cercare di rimanere il più tranquilli possibile e mostrare che siamo in grado di gestire qualunque situazione.

A meno che non dobbiamo sostenere un’intervista in inglese, il quale richiede una preparazione a se stante, di seguito riportiamo le principali tipologie di colloquio che si possono incontrare:

Conoscitivo

Il colloquio conoscitivo è il più popolare tra le interviste di lavoro, dunque, probabilmente è quello che conosciamo meglio. Questo mira ad approfondire i vari aspetti del nostro curriculum, e da la possibilità al recruiter di conoscerci un pò meglio, soprattutto sotto il punto di vista personale. Tale incontro non prevede alcuna prova tecnica, il suo scopo è semplicemente quello di dare la possibilità all’aspirante di presentarsi e parlare di se.

A tale proposito, molto apprezzate sono le capacità di sintesi e autoanalisi. Qui vogliamo dimostrare di essere i candidati ideali, mettendo in risalto le qualità che possediamo, le quali possono essere di grande beneficio per l’azienda.

Motivazionale

Molto spesso, all’azienda non basta sapere che le nostre esperienze e la nostra carriera professionale sono il perfetto match per la posizione offerta. Con il colloquio motivazionale il selezionatore vuole capire il nostro livello di interesse che nutriamo nei confronti del lavoro e della compagnia. Di conseguenza, durante l’incontro bisogna mostrarsi realmente coinvolti e far trasparire un genuino entusiasmo.

Qui possiamo far leva sulle nostre soft skill, ovvero sulle competenze trasversali che non vengono insegnate a scuola, ma che fanno parte di quelle qualità personali che ogni individuo possiede e che ci rendono unici. Mostrarsi flessibili e predisposti a imparare sempre cose nuove sono altri punti che possono giocare a nostro favore.

Di gruppo

All’apparenza innocuo e facile da superare, il colloquio di gruppo cela degli aspetti intricati che potrebbero condurci al fallimento. Le aziende che scelgono questa tipologia lo fanno per motivo di tempo o per scoprire determinate caratteristiche degli aspiranti. In ogni caso, distinguersi in un gruppo, cercando di lasciare agli altri il giusto spazio, senza essere scavalcati, può rivelarsi alquanto complicato.

In un certo senso, tale scenario offre al recruiter la possibilità di capire come lavoriamo in un team, di conseguenza si consiglia di: dimostrare di avere polso, sapersi relazionare bene con i colleghi e saper mantenere in pugno la situazione anche sotto stress.

A distanza

Oggigiorno le distanze vengono abbattute grazie ai mezzi di comunicazione che ci permettono di interagire come se queste barriere non esistessero. Nella ricerca del personale anche le aziende si sono adattate a sostenere le interviste telefoniche o via skype.

Per quanto riguarda il colloquio telefonico, per farci trovare ben preparati bisogna assicurarsi di avere una buona copertura di rete, di trovare un posto silenzioso e tranquillo dove poter parlare liberamente e di non dare l’impressione di essere occupati a fare altre cose.

Se stiamo affrontando un face to face virtuale, invece, le cose cambiano, e di molto. Una telefonata via skype è importante tanto quanto un colloquio fatto di persona, quindi bisogna curare il nostro aspetto e non assumere pose rilassate solo perché ci troviamo a casa nostra.

Test psico attitudinali

Fortunatamente per molti job seeker, questa tipologia di test viene proposta solo per: concorsi pubblici e forze dell’ordine, ammissione universitaria e per colloqui con istituti bancari. Tali quiz mirano a voler indagare le abilità tecniche, logiche e matematiche dell’aspirante.

Per essere in grado di ricoprire un determinato ruolo, l’azienda deve anche esplorare la sfera psicologica del lavoratore. In Italia, la categoria di quiz più diffusa è il ITAPI-G Test, e questo mira a indagare le seguenti soft skill:

  • Introversione
  • Empatia
  • Difensività
  • Dinamicità
  • Immaginazione
  • Coscienziosità
  • Vulnerabilità

Le dinamiche di un colloquio di lavoro variano a seconda della tipologia dell’intervista e di quanti esaminatori sono presenti. Non bisogna preoccuparsi o farsi prendere dal panico, l’importante è presentarsi preparati e rispondere a tutte le domande nel modo più sincero e preciso possibile.

Come presentarsi a un colloquio

consigli e Suggerimenti

Presentarsi a una job interview non è come andare a trovare un amico, di conseguenza, bisogna porsi con il massimo rispetto ed educazione. Tra i must che si devono seguire il giorno dell’incontro troviamo:

  • Puntualità. Presentarsi in orario è il primo e fondamentale punto da rispettare, perché preannuncia che tipo di persone siamo: affidabili e serie.  
  • Curiosità. Mostrarsi curiosi fa trasparire il reale interesse che abbiamo nei confronti del posizione e dell’azienda. A tale proposito, non è il caso di essere timidi e si consiglia di fare quante più domande al nostro interlocutore.
  • Estetica. Lasciamo pure a casa i particolari eccentrici che fanno parte della nostra personalità, come accessori oversize e qualunque cosa possa distrarre l’attenzione dell’esaminatore. Invece, puntiamo su un aspetto sobrio e classico, scegliendo un abbigliamento consono all’occasione e curando la nostra apparenza.
  • Preparazione. La parola chiave: è informarsi sull’azienda. Il vero segreto per avere successo è senz’altro prepararsi a rispondere alle domande con accuratezza, ma anche studiare il sito della compagnia e raccogliere quante più informazioni possibili. Questo è consigliato perché l’esaminatore apprezzerà molto i nostri sforzi e il fatto che siamo totalmente coinvolti nel processo di selezione.

Scegliere il proprio outfit con attenzione

Come truccarsi (e vestirsi) per un colloquio di lavoro

La saggezza popolare che supporta la massima “l’abito non fa il monaco” purtroppo, non trova riscontro in questa specifica situazione. Al contrario, in occasione di un colloquio, l’abbigliamento deve essere scelto con scrupolosa attenzione per apparire professionali e pronti ad affrontare la dura prova di selezione. Ma come ci si deve vestire esattamente?

  • Donne. Per le donne si consiglia un vestito o una gonna di media lunghezza, indossate con collant e preferibilmente con tacco non troppo alto. Indicati sono anche i pantaloni eleganti abbinati adeguatamente. Evitare l’uso di accessori troppo appariscenti e di colori troppo sgargianti.
  • Uomini. Una suit è l’outfit ideale. Se possibile, optare per il colore blu, tonalità che infonde sicurezza e speranza per il futuro. Assolutamente vietati sono gli abiti macchiati e stropicciati, e le scarpe troppo usate. Inoltre, evitare di indossare gli occhiali da sole, anche se sono poggiati sulla testa.

In generale, bisogna cercare di apparire freschi e puliti, di curare capelli e unghie e di non azzardare con look all’ultima moda, perché non dobbiamo sedurre nessuno.

Utili consigli da seguire per avere successo

risposte colloquio di lavoro

Il nostro interlocutore cercherà, sicuramente, di metterci a nostro agio. Nonostante queste sono delle ottime notizie, ciò non dovrebbe farci abbassare la guardia e farci scivolare in futili errori. Sempre meglio non rilassarsi troppo e mantenere gli occhi sull’obiettivo: ottenere il posto di lavoro. Per essere sicuri di non commettere errori, assicuriamoci di:

  • Curare il linguaggio del corpo. Il nostro linguaggio non verbale la dice lunga su di noi. Per apparire a nostro agio e tranquillo ricordiamo di non tenere le mani in tasca, in testa o incrociate sul petto, di non gesticolare troppo e di non toccare continuamente viso e capelli.
  • Non masticare il chewing gum. Sarà sicuramente giudicato negativamente.
  • Rispettare gli spazi personali. Non avvicinarsi troppo all’esaminatore, dopotutto, per lui siamo dei completi estranei.
  • Spegnere il cellulare. Sarebbe inopportuno essere interrotti da qualche chiamata telefonica.
  • Non interrompere l’interlocutore. Non è un buon biglietto da visita apparire come impazienti.
  • Fare attenzione alla grammatica. Scegliamo le nostre parole con attenzione, selezioniamo i tempi verbali opportuni e moderiamo l’andamento e il tono della voce.

Il colloquio visto con gli occhi del recruiter

test e questionario

Una job interview è un momento di estrema tensione, non solo per il candidato, ma anche per il selezionatore. In questo specifico contesto, chi conduce il colloquio sta a rappresentare l’azienda, e il compito di accogliere a bordo un nuovo lavoratore è più arduo di quanto si possa pensare. Infatti, se le domande sono così ricercate e richiedono delle risposte ben pensate e studiate è perché non si possono commettere errori di valutazione.

Dietro ogni quesito si cela uno scopo ben preciso che può essere, ad esempio, quello di capire realmente le intenzioni del candidato. Nessuna domanda è fatta con l’intenzione di mettere in difficoltà o scoraggiare, l’intento dell’interlocutore è quello di stimolare e stuzzicare le nostre reazioni per portarci a esprimere il meglio di noi.

In bocca al lupo per il prossimo colloquio e ricordate che il recruiter vuole solo assicurarsi di fare la scelta giusta, per il bene di entrambi!